domenica, 01 marzo 2009 - 11:30
Studiavo a francesistica il mio libro di ricette medico-farmaceutiche della Francia meridionale nel medioevo e su un foglino mi ero appuntata le parole non presenti nel glossario, da cercare lunedì nei dizionari al dipartimento. Ad un certo punto mi sono assentata per fare una capatina in bagno e sgranchirmi le gambe e quando sono tornata, il coinquilino, con candore, mi ha detto: "Ho completato la formazione":
P
Fachuratz
vaissel
dezampara
fust
cerena
flairar
caissa
calfa
vianda
nafra
Ibrahimovic
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lunedì, 05 gennaio 2009 - 16:27
(Premetto che 2008 mi è molto piaciuto scriverlo).
Cavolacci, mi mancherà assai. Dopo tutto è stato l'anno in cui ho intrapreso, senza troppe elucubrazioni né rimuginii, l'unico corso di laurea che quattro anni fa avevo escluso a priori, con le seguenti, testuali parole: "No, io quello mai, piuttosto ingegneria, tzk." e che invece si sta rivelando la scelta probabilmente più azzeccata che potessi fare in questo, ormai quel, duemilaeotto. E' stato l'anno in cui i miei piedi hanno pesticciato per la seconda volta il suolo inglese e per la prima volta quello londinese, in compagnia della mia fida sorella, alla scoperta di cose insospettate (cessi di roulotte dentro alberghetti nel West End), luoghi mitologici (la British Library e il Binario 9 e 3/4) e verità sconcertanti (la gloriosa A sul First Certificate si autodeclassa ad un meritatissimo gravemente insufficiente). E infine, tra le altre cose che potrei ricordare, come la corsa, la lirica, via San Simone, la laurea, l'ultimo saggio, è stato l'anno in cui ho visto per l'ultima volta il mio pallino Chicco.
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lunedì, 22 dicembre 2008 - 11:20
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giovedì, 18 dicembre 2008 - 21:40
Ho un nuovo coniglio nano.
E' una coniglia.
E' color dello champagne e grigina.
E' minuscola.
E' pesante come un soffio di respiro.
La conosco da meno di tre ore.
Ma ne sono già innamorata persa.
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venerdì, 21 novembre 2008 - 17:58
Questo non-luogo si sta, se possibile, inaridendo sempre di più. La colpa, se a qualcuno la cosa interessasse ancora, è da imputare a svariati fattori. Due punti. Assenza di Internet in casa. Pensavi che, essendo al centro esatto di un intersecarsi di reti wifi provenienti dai palazzi Ricci e Matteucci e dalla Biblioteca di Fil&Sto, in via San Simone avresti captato un segnale ottimo? Ah, bella mia, invece niente, croce rossa sopra. Quattro corsi e tre seminari da preparare (entro un mese scarso). In particolare il martedì ed il giovedì non riesco a fare null'altro. Spagnolo. Con le sue quattro ore settimanali che mi sono autoinflitta fino a febbraio, in una fascia oraria improponibile (19-21) sempre migliore dell'altra (15-17), nelle aule alienanti e/o diroccate del Cli. Menomale che Rafa è simpatico. Corsa. Le mie velleità atletiche premono affinché, nelle sere in cui non ho nulla di meglio da fare, io mi dedichi a loro, allenando la muscolatura (un colpo al cerchio) e distruggendo i polmoni (e uno alla botte), viste e considerate le dosi inalate di smog che il correre a Pisa comporta. Assenza di senso. Il non-luogo non mi appartiene più, forse non mi è mai davvero appartenuto, dopo la prima gloriosa prova dalle lande galliche. Il mio abituale girovagare sola e annoiata* produce una serie di stimoli forti, s'imbatte in persone affascinanti, attraversa posti insospettati, mi porta a fare cose strane e ricche di un senso difficile da vedere e da spiegare oggi, in cui mi sento sempre poco credibile, ma che poi affronto e passo, consegnandomi una vita piena, ma non esprimibile qui. E poi. La Profe non c'è più, ClaireDeLune la sento comunque e il C(hi)arissimo Professore è meglio se mi legge su carta. Tre sono i blog che seguo assiduamente (Macchie-d-inkiostro, Diari Pisani e Kickapoo) e tanto mi basta, da Splinder. Quindi pigolerò, facebookerò, scriverò email, smsserò, msnerò ma non so se sboggheggerò di nuovo. O forse alla chetichella. Mi mancano le forze e ci vedo male. Ma se succede qualcosa, sarà sempre la mia memoria storica. (Per esempio, mercoledì 12 novembre è nata, piccola, bella, rosa. Sarà Agnese). Ecco fatto, ciao.
*in senso leopardiano.
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mercoledì, 12 novembre 2008 - 21:26
Avete presente Val Waxman? Ecco, ieri, quasi.
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lunedì, 20 ottobre 2008 - 18:01
Che bello essere in partenza per Londra e voler poter andare a Parigi. Domani pesticcerò suolo inglese, dopo aver lasciato l'Amica che sta per partorire, un polso (di chitarrista!) che si sta facendo sempre più gonfio e che tra non molto andrò a raccattare all'ospedale, una manifestazione tanto inutile quanto importante e una camera, la mia. Con tre libri, una sorella, una subdola paurina di volare in sottofondo a tutto ciò e la solita atavica tristezzina-della-partenza. Ai miei pochi (ma buoni) lettori, un affettuoso good bye.
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lunedì, 13 ottobre 2008 - 17:54
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sabato, 11 ottobre 2008 - 18:47
...body cerise e morire di nostalgia.

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giovedì, 02 ottobre 2008 - 19:13
(Scusate l'oxoniense finezza del titolo, ma la smorfia è la smorfia e va rispettata).
Mai come quest'anno mi è sembrato che oggi fosse un giorno del tutto normale. Sarà che quando eravamo al liceo, dalle sette di mattina il cellulare iniziava a trillare e poi quando entravi in classe t'accoglieva un allegro coretto d'auguri (a parte in terzo liceo, quando per il mio diciottesimo compleanno, mi mandarono in avanscoperta interrogata a biologia per saggiare la crudeltà della nuova professoressa) e poi c'era la festa da preparare, le cose da organizzare, l'abito da scegliere.
Però devo dire che anche così non mi dispiace. Quando finisce la scuola e il liceo diventa solo una carcassa disossata che non ti dà più un ruolo che sia uno, nessuno sa nulla e tutti ti trattano come al solito e tu sogghigni un po' passeggiando per Pisa e mangiando una focaccia col crudo da sola in piedi davanti a una vetrina di quadri nell'anonimato più totale, vedendo che tutto ti scorre accanto e invece tu sai che è un giorno almeno un pochino speciale.
Ho ricevuto:
- Un caffè (Simone);
- un libro (Pà);
- un anellino (Ali);
- un plaid arancione per la nuova avventura pisana (Sere);
- un foulard per adornar la tua beltà (Ani);
- un orologio-cardiofrequenzimetro (Anna);
- una tuta + maglietta (Mumi);
- soldi (Nonno F.)
- il "Dizionario dei luoghi letterari immaginari" e una cornice (Zii).
E manca un regalo, che scarterò stasera al nostro ristorante, dove sto per dirigermi dentro un vestitino vecchio tre anni e un paio di stivali rossobordeaux (ma dai!?) ereditati da mia sorella.
E sì, tra sette anni avrò trent'anni.
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sabato, 20 settembre 2008 - 17:29
CHICCO,
MI
MANCHI.
A grande richiesta (bugiarda!), ecco a voi una lista - d'interesse zoologiconomastico - dei nomi con cui era conosciuto, chiamato, vezzeggiato:
Chicco (va bè).
Chiccolino.
Caccolino.
Cachino.
Coniglino.
Bianconiglio.
Sciocconiglio.
Chicchetto (la Dani).
Puci (la mamma).
Pucino.
Pulcino.
Pino (la Eve).
Puzzone.
Cacone.
Piscione.
Piscioso.
Mangione.
Rufiano.
Fogna.
Che sega (la Anna).
Topino.
Topetto.
Vecchio, sei vecchio (a volte il pappà).
Vecchia ciabatta (il nonno).
Vecchione.
Vecchietto.
Vecchino.
Pallino.
Palloccorino.
Pitorino.
Highlander.
Gallinella.
Piu.
Pichu.
Pichulino.
Piachulino.
Ciuchino.
Chiù chiù chiù.
El Quiques.
Chicco-aeroplano.
Chicco-sfinge.
Chicco-gallina.
Chicco-che-prega.
Mhmm Mhmm.
Kiwi.
Snoopyno.
Pimi.
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lunedì, 01 settembre 2008 - 00:18
Dopo questa sera, ho solo due parole da dire: revisionismo storico.
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venerdì, 29 agosto 2008 - 13:28
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martedì, 19 agosto 2008 - 01:51
Lo so che è tardissimo e che domani devo studiare, ma c'è una stramba faccenda accaduta qualche tempo fa che merita di essere documentata. Mia madre aveva un fotografo di fiducia, ma proprio che ci andava per sviluppare le foto di ogni occasione che necessitasse di essere immortalata e non, lei che è un'irriducibile fan dell'analogica.
Come può costui diventare tutto d'un colpo l'ex fotografo di fiducia?
Un giorno mia madre è andata a ritirare delle foto dei suoi alunni che zappano in una serra adiacente alla scuola e il fotografo le ha detto: "Signora, deve essersi sbagliata, deve aver aperto la macchina, perché questo rullino è stato usato due volte, ci sono delle foto sovrapposte, ma tanto sono la minoranza".
Minoranza un par di palle! Erano tredici su ventiquattro che mescolavano le scene bucolico-scolastiche con una gara di cani. E noi non abbiamo cani, mai ne abbiamo avuti e mai, ahimè, ne avremo. Figuriamoci se li portiamo a gareggiare! In sostanza sovrapposti a questi bambini barra fantasmi c'erano dei cani, un bel cagnone ectoplasmatico in particolare, che spiccavano leggiadri balzi, passavano attraverso cerchi, montavano su delle specie di altalene, anch'essi piuttosto spettrali (erano proprio trasparenti diciamocelo, e al di là dei loro atletici corpi pelosi si vedevano cespi d'insalata, innaffiatoi e bambini) in un campo verdissimo con gradinate. Mai visto e illocalizzabile. Un'inculata, insomma.
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domenica, 17 agosto 2008 - 12:27
21 ottobre - 28 ottobre
LONDON
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